Questa è una storia che parla di vittorie e sconfitte; di scalate dell’Everest e di inabissamenti nella Fossa delle Marianne; di popolarità planetaria e di solitudine assoluta. È una storia che parla, soprattutto, di rinascita e di come non si debba mai mollare.
La vicenda si incentra su tre date e altrettante istantanee. La prima è il 10 aprile 2005: quel giorno un non ancora trentenne Tiger Woods vince il suo quarto Augusta Masters. La seconda fotografia è datata 27 novembre 2009: il golfista, uno dei personaggi sportivi più famosi al mondo, rimane coinvolto in un incidente d’auto e, da lì, inizia il suo lunghissimo calvario. L’ultima immagine è di ieri, 14 aprile 2019: dopo 14 anni, dopo aver toccato il fondo e visto l’inferno, Tiger Woods vince in maniera clamorosa l’Augusta Masters e si porta a soli tre Major dal leader assoluto, Jack Nicklaus.

Il direttore Gianluca Boserman
Eldrick Tont Woods, per tutti semplicemente Tiger, è un uomo che ha vissuto due volte: giovanissimo ha praticamente rivoluzionato i green di tutto il mondo imponendo la sua classe immensa e vincendo tutto ciò che si poteva. Poi, all’apice, la caduta nel baratro: via sponsor, amici, veri o presunti tali, moglie. Ci ha messo un po’ a riprendersi, il ragazzo nativo di Cypress, in California. Ha dovuto guardare dentro sé stesso; ha compreso chi gli volesse bene davvero rispetto a chi gli stava intorno per mero interesse.
C’è stato un momento, in tutta questa storia, in cui il protagonista ha pensato davvero di smettere, a poco più di 40 anni. È accaduto a cavallo tra il 2016 e il 2017: Woods gioca appena 4 tornei e sprofonda al numero 656 della classifica mondiale. In quel momento, il più basso sportivamente e mentalmente in assoluto, l’ex numero uno del mondo si è guardato dentro sapendo di avere solo due strade davanti. E lui, da fenomeno assoluto, ha deciso di intraprendere la più difficile.
E così, passo dopo passo, putt dopo putt, Tiger ha ripreso la sua marcia che, in poco più di due anni, lo hanno portato a ieri quando, per la quinta volta, ha indossato la prestigiosa giacca verde. Fino all’ultimo colpo è rimasto impassibile, una sfinge, prima di alzare le braccia al cielo e mostrare, a un pubblico impazzito di gioia, un sorriso che veniva dritto dal cuore.
Ora il fenomeno californiano è a soli tre Major dal record assoluto dell’Orso d’Oro, quel Jack Nicklaus che, proprio insieme a Woods, è considerato il più grande golfista di sempre. Ma i numeri, in questa storia, sono relativi.
Eldrick Tont Woods, per tutti solo Tiger, non conosce il suo futuro ma sa benissimo che, dopo aver visto il Paradiso e l’Inferno, nulla lo può più spaventare, anzi. Chi dovrebbe farlo, e forse sta già accadendo, sono i suoi avversari che stanno già pensando al prossimo torneo perché, tra tanti verdetti, l’Augusta Master ne ha emesso uno definitivo: la Tigre è tornata!
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